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L'alpino Marini abbraccia l'Abruzzo

creato da Gianluca Di Carlo -Ultima modifica 24/02/2008 00:40

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Il presidente del Senato Marini ed il Sindaco di Isola del Gran Sasso Fiore Di Giacinto Un momento della manifestazione 

Il presidente del Senato sfila ad Isola insieme a 10mila penne nere. In occasione del tradizionale raduno omaggio alla memoria dei caduti nel ricordo di Peppino Prisco.

E' arrivato a piedi, con il suo cappello di alpino in testa ed ha sfilato con le altre diecimila penne nere in corteo lungo le vie di Isola del Gran Sasso. Franco Marini, presidente del Senato, aquilano doc, ha partecipato ieri al sedicesimo raduno nazionale degli alpini d'Abruzzo che si è svolto al santuario di San Gabriele, in ricordo dei caduti di Selenyj Jar e Nikolajewka durante la disastrosa campagna di Russia. Cerimonia suggestiva, alla quale hanno partecipato migliaia di ex alpini, provenienti da varie parti di Italia, che con la loro presenza hanno voluto onorare la memoria di quel massacro di 65 anni fa.

"Ci tengo molto ad essere qui - ha confessato il presidente Marini -. Non sarei mancato per nessuna ragione al mondo. Ricordare la nostra storia è importante e io non dimentico il sacrificio del battaglione L'Aquila che riuscì a rompere l'accerchiamento. Abbiamo il dovere di trasmettere la memoria ai giovani attraverso i libri ma anche con la nostra testimonianza concreta". Non sono mancati, poi, i commenti di Marini al difficile momento politico che il Paese sta attraversando. "Valuto positivamente la contrapposizione che si va delineando tra i due grandi partiti del Pd e di Forza Italia - ha dichiarato il presidente del Senato. Il male della nostra politica è l'eccessiva frammentazione di parti politiche, simili a schegge, che si basano su riferimenti personali. E' giusto tornare invece a grandi partiti con grandi ideali".

Dopo la sfilata, le penne nere hanno partecipato ad una messa in suffragio dei caduti della campagna di Russia, celebrata dal rettore del santuario di San Gabriele, padre Mario D'Ippolito. Al raduno nazionale hanno partecipato autorità politiche e militari e il presidente nazionale dell'associazione alpini Corrado Perona. Per l'occasione, il Comune di Isola del Gran Sasso ha concesso la cittadinanza onoraria alla memoria dell'alpino Peppino Prisco, alla presenza del figlio Luigi che ha sfilato con il cappello del padre. Prisco era molto legato all’Abruzzo: i due commilitoni che nella campagna di Russia gli salvarono la vita, portandolo per chilometri sulle loro spalle, erano di Canzano. La gratitudine del grande avvocato dell’Inter è stata eterna e non ha mai perso occasione di testimoniare pubblicamente la bontà e la generosità degli abruzzesi.

Fonte: Il Messaggero


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