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Ludovico De Angelis

creato da Gianluca Di Carlo -Ultima modifica 10/11/2005 15:24

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Il 25 Giugno 1900 moriva a Macerata Ludovico De Angelis, un nostro illustre compaesano, un poeta e un patriota stimato da tantissime persone.

Nacque a Isola del Gran Sasso nel 1839 da Antonio, uomo coltissimo e amante degli studi filosofici, e da Caterina Cappelli. Frequentò, insieme al fratello Giovanni, il collegio dei Gesuiti all'Aquila e proprio in tale luogo che Ludovico rivelò un grande ingegno nella Letteratura partecipando anche ad una pubblica gara di tale materia vincendo il primo premio.

Poichè i Gesuiti cercavano di adescare i giovani d'ingegno, per iscriverli nella loro compagnia, i genitori tolsero i loro due figli da tale istituto iscrivendoli nel 1858 (a 19 anni) nella scuola dei Barnabiti a Teramo. In questa cittadina, Ludovico entrò a far parte della schiera dei giovani che amavano la patria.

Nel 1860, quando Francesco II concesse la Costituzione, Ludovico fu nominato (dal Governo provvisorio) Capitano della Guardia Nazionale di Isola del Gran Sasso. In seguito, poichè vedeva che le amministrazioni della nostra provincia non rispondevano o rispondevano male ai sentimenti di libertà, egli, esasperato, cominciò a comporre versi satirici, un genere di poesia nella quale svelò le migliori attitudini del suo fortissimo ingegno.

La sua ricca produzione fu in parte pubblica e in parte rimase inedita, i propri amici, comunque, conoscevano tutte le sue poesie. A questo punto la madre mandò i suoi figli a continuare gli studi a Napoli. In questa città ,egli, cominciò ad evidenziare disturbi mentali che lo portarono a fare i conti con la giustizia (fu arrestato) precipitando pian piano in un male senza via.

A soli 25 anni (1864) fu rinchiuso nel manicomio di Pesaro e in seguito in quello di Macerata dove si spense nel 1900, dopo circa 36 anni di dura follia.

Come testimonianza della stima degli Abruzzesi verso De Angelis presentiamo un articolo pubblicato sul Corriere nei giorni della sua morte dove viene raccontato il viaggio della salma da Macerata ad Isola:

"...la mattina del 27 alle ore 6,30 la salma di Ludovico mosse alla volta di Teramo, accompagnata dall'inconsolabile fratello e dal noto sig. Achille Romani. A Giulianova attendeva una commissione di cittadini Isolani composta dei signori Giuseppe Dott. Tattoni, Giuseppe De Antoniis, Filippo Ciavarelli, Eugenio farm. De Plato, Fileno De Amicis, Filippo notaio Celli, i quali espressero al loro amato concittadino ed amico cav. Giovanni, a nome loro, delle loro famiglie e della cittadinanza intera, i sensi del più vivo dolore per la sventura sofferta. La salma giunse a Teramo col treno di mezzogiorno. Erano a riceverla il sindaco cav. Paris, gli assessori Campanella, Moruzzi, Mosca, Mezucelli, il preside del Liceo. Si arriva a Tossicia dove si trovano le manifestazioni di stima e di schietta benevolenza. Il corteo aumenta: alle Autorità  civili della vicina Montorio si associano quelle di Tossicia e di Isola. Anche la bella Ornano Grande sente vivo l'affetto per il prediletto delle Musa: quei cittadini quasi piangenti accolgono la cara salma di chi ammirarono nel fiore degli anni. Già  si è prossimi al convento dei Passionisti, dove farà  sosta la salma adorata, mentre i cordoni del feretro son sorretti dagli assessori di Isola, signori Ciavarelli Filippo, Filippo De Antoniis, Raffaele Iezzoni e Filippo Celli. Tutti i villaggi, tutta Isola si riversano nel sito ameno con una rispettabile rappresentanza di Castelli, venendo ciascuno ad inchinarsi dinanzi al gelido cadavere di Ludovico De Angelis, cui l'egregio Tattoni rivolge un caldo e commovente saluto. Con animo esasperato domandasi il perchè non si sospenda per i giusti quella terribile legge che getta nel lutto tante pacifiche famiglie. Ludovico De Angelis non è morto:il suo genio è più forte del tempo: ora più che mai vive fra noi."

Tratto da "Il Corriere" del 27 Giugno 1900


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