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Ovovia

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Ovovia

lasciato da sos fano [n.a.] il 07 ottobre 2007 alle 18:39

Che fine ha fatto il progetto dell'ovovia?

Questo si che può essere un'ottima possibilità di sviluppo per la zona non trovate?

Re: Ovovia

lasciato da chuck [n.a.] il 07 ottobre 2007 alle 21:06

Questa volta mi trovi d'accordo!!!

L'unica cosa è che, a Isola quando si cerca di cambiare le carte in tavola tutti si scagliano contro, e al primo che si muove faranno un sedere tanto..

Re: Ovovia

lasciato da sandrino il mazzulatore [n.a.] il 08 ottobre 2007 alle 14:42

ragazzi , ma ancora non l'avete capito!!!!! , i nostri feudatari ci vogliono disoccupati o in 501 in modo da manovrare tutti a loro piacimento per fare i loro comodi e quelli dei loro parenti.

Re: Ovovia

lasciato da pr [n.a.] il 31 ottobre 2007 alle 19:17

cari ragazzi mi dispiace deludervi ma realizzare un'ovovia nel nostro versante è preticamente impossibile data la morfologia del terreno che provoca delle turbolenze incontrollabili ed imprevedibili.

fatevene una ragione

Re: Ovovia

lasciato da pro ovovia [n.a.] il 01 novembre 2007 alle 14:49

Ma cosa vai dicendo?

Re: Ovovia

lasciato da fff [n.a.] il 01 novembre 2007 alle 22:40

Senti Lino Banfi "Preticamente", non dire minghiate, nel nostro versante c'è addirittura meno vento e turbolenze di quello di assergi dove c'è la funivia.

Re: Ovovia

lasciato da Pro Ovovia [n.a.] il 02 novembre 2007 alle 12:03

Ma secondo voi, Isola come comune sostiene quest'opera o in realtà glie ne frega poco?

Il fatto che la stazione di partenza sia nelle vicinanze di Fano a Corno quindi decentrata rispetto a Isola potrebbe essere un motivo di poco interesse per quei politici che vorrebbero sempre Isola e San Gabriele al centro di tutto?

Dico questo perchè purtroppo nel nostro comune ci sono ancora troppo campanilismi puerili e beceri che rovinano lo sviluppo e creano ancora oggi troppe divisioni.

Re: Ovovia

lasciato da PR [n.a.] il 22 novembre 2007 alle 17:04

vi consiglio di informarvi bene il problema non è la quantità del vento ma la direzione che nel nostro versante è difficilmente controllabile.

E' un'opera che potrà essere funzionante solo pochi mesi l'anno, sicuramente non è questa la direzione da prendere per uno sviluppo intelligente

Re: Ovovia

lasciato da Chuck [n.a.] il 23 novembre 2007 alle 18:08

Ma poi l'ovovia non potrebbe partire da Casale san Nicola, perchè proprio da Fano a Corno?

Re: Ovovia

lasciato da Pigio [n.a.] il 24 novembre 2007 alle 05:43
Scusate, ma l'ovovia mi sembra un ulteriore sfregio alla gia' deturpata natura locale. Credo ci sono modi piu' efficienti per promuovere turismo e sviluppo sostenibili. PG

Re: Ovovia

lasciato da Chuck [n.a.] il 24 novembre 2007 alle 19:11

Hai ragione Pigio.....ma qui sembra che tutti gli isolani ce l'abbiano con le frazioni, sono come i ragazzini delle elementari!!!

Re: Ovovia

lasciato da sos fano [n.a.] il 25 novembre 2007 alle 16:20

Pigio [n.a.] ha scritto:

Scusate,

ma l'ovovia mi sembra un ulteriore sfregio alla gia' deturpata natura locale. Credo ci sono modi piu' efficienti per promuovere turismo e sviluppo sostenibili.
PG

Se sono impattanti le funivie non so cosa si potrebbe fare in montagna.

Le montagne del nord italia sono piene di funivie e lo sviluppo montano è sano e rispettoso della natura.

Qua invece rischiamo di fare riserve faunistiche in cui l'uomo non può vivere.

La catena montuosa del Gran Sasso, di bellezza paragonabile alle Dolomiti, si presta naturalmente alla realizzazione di un collegamento a fune con la valle sottostante.

Il posto migliore per la base di partenza è stato individuato nei pressi del paesino abbandonato di Biselli tra Fano a Corno e Casale.

Aspettando la befana.

lasciato da Antonino Marcello Castagna il 29 novembre 2007 alle 09:26
editoriale
Aspettando la Befana
Loris Campetti

Eravamo stati ottimisti al manifesto, denunciando la perdita di ogni connotato di sinistra da parte del nascente Partito democratico che si colloca, come recita il suo programma, in una posizione equidistante tra capitale e lavoro. Dovevamo capirlo proprio leggendo il programma del Pd, in cui i lavoratori vengono sostituiti dai consumatori: l'azionista di riferimento del nuovo che avanza è l'impresa, il capitale. Così si spiega la irricevibile conclusione del tormentone welfare, dettata direttamente dalla Confindustria. Prendiamocela pure con Dini e il suo manipolo di senatori che per il governo a centralità Pd contano più dei 150 parlamentari della sinistra, ma chi muove i fili che animano il rospo, se non Luca Cordero di Montezemolo?
Il faticoso lavoro della commissione lavoro della Camera per costruire mediazioni difficili tra spinte divergenti, è stato rottamato dall'ala che comanda nel governo. Per salvare, o per dannare se stesso? Il testo su cui Prodi impone la fiducia è praticamente lo stesso sottoposto al voto dei lavoratori, quello sottoscritto dalle parti sociali ma contestato da settori della Cgil, dalla Fiom, dai sindacati di base e bocciato nelle più importanti fabbriche italiane.
Le forze a sinistra del Pd si erano impegnate a svolgere un confronto serrato in parlamento, avevano strappato qualche miglioramento al testo per i lavoratori «usurati», aumentandone la platea, e per i giovani precarizzati, ponendo un tetto alla possibilità infinita di rinnovo dei contratti a termine. Tutto spazzato via. Anche le richieste e le residue speranze delle centinaia di migliaia di persone che il 20 ottobre avevano manifestato a Roma per chiedere un'inversione di tendenza sulla precarietà sono state spazzate via. Uomini e donne che offrivano allo zoppicante Prodi una sponda, una via d'uscita, hanno perso su tutti i fronti. E con loro, però, hanno perso le forze politiche che alla riuscita della manifestazione contro la precarietà avevano contribuito. Rifondazione innanzitutto, e il Pdci, ma anche Sd e Verdi rischiano di perdere, insieme alla battaglia contro la precarietà, la loro base sociale. Ma il governo è un mezzo, o un fine? Il Prc rinvia la verifica a gennaio: ma le cose per la sinistra andranno meglio, dopo la Befana? E ancora: è peggio restare senza ministro, viceministra e sottosegretari, o senza base sociale?
Tutti, in Italia, denunciano il livello miserabile dei salari dei lavoratori dipendenti, dagli economisti liberisti a Padoa Schioppa. Lo denuncia anche l'Ue: nel Belpaese si lavora di più e si guadagna di meno che nel resto d'Europa. Però, milioni di lavoratori restano senza soldi e senza contratti, mentre infuria l'offensiva padronale per cancellare quelli nazionali e legare gli aumenti agli utili aziendali. Tutti in Italia denunciano gli effetti devastanti della precarietà, ma quando si tratta di votare, la maggioranza eletta per porvi un argine si fa incantare dalle sirene confindustriali e dai ruggiti dei rospi, fino a confondersi con il suo teorico antagonista, il governo Berlusconi.
Un altro regalo alla odiata antipolitica.
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