Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
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Re: Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Scusa Gianluca, ma l'esclusione della lista 'Per Isola' è stata causata dalla mancata presentazione dei certificati elettorali, o più semplicemente dal fatto che sono stati presentati in ritardo?
Re: Re: Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Re: Re: Re: Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Io propongo un sondaggio:
chi vorreste come futuro sindaco?
ogni elettore propone un nominativo specificando la collacazione politica di Dx o Sx ed eventuale gruppo direttivo.
Re: Re: Re: Re: Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
il problema è sempre lo stesso....c'è grande fermento nella fase pre elzioni e poi seguono anni di letargo.....il sindaco neo eletto, dov'è non ne sento più parlare, nel bene e nel male!!!
Ps....sono anche di sinistra.
Re: Re: Re: Re: Re: Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
hai ragione manca una classe politica responsabile e presente.... oggi manca o quella che c'e' fa altro : largo ai giovani motivati, competenti e soprattutto PRESENTI
Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
L'atteggiamento di rifondazione comunista nell'ultima tornata elettorale è stato definito indecente, inoltre adesso un suo esponente ha intentato un ricorso contro un assessore per vizio di incompatibilità......che squallore!!!! Con quale coraggio ci si potrebbe presentare in comune dopo aver subito una sonora bastonata alle elezioni e poi entrare dalla finestra, se non dal camino, compiendo un'azione poco leale???
Re: Re: Re: Re: Re: Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Anche io sono di sinistra e sono molto deluso da questa amministrazione. Ma dove sono? Cosa fanno? Sono passato cento giorni e, ad eccezione dell'ordinaria "amministrazione", non si segnala nessuna iniziativa di un certo spessore.
A questo punto sono completamente scoraggiato! Anche se si dovesse votare di nuovo e con gli stessi candidati sarei in forte imbarazzo. 
Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Aspettiamo un altro pò forse è un pò presto dare l'allarme, reintavolare rapporti con gli altri enti richiede tempo e poi per vederne i frutti ancora di più. Ribadisco comunque che l'unica cosa che mi darebbe fastidio e vedere qualche esponente di rifondazione in consiglio comunale, sarebbe veramente sleale, vorrei tanto sapere che ne pensano i militanti di tale partito della questione???
Re: Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Che c'è, nessun rifondarolo ha il coraggio???
Re: Re: Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Effettivamente manca il certificato elettorale di un candidato mentre l'altro lo ha presentato in ritardo.
Il ricorso si basa sull'esclusione del candidato con il certificato mancante in quanto per causa non sua non riusciva a produrre in tempo utile il certificato. (comune di residenza chiuso).
Re: Re: Re: Re: Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Fiore Di Giacinto andrebbe bene però collocato in una lista completamente diversa, fatti di giovani seri che veramente s'interessano al bene del paese e non ai propri affari o clientelismo. Sarebbe un utopia, comunque ci sono ad Isola ragazzi seri e volenterosi che se ne sbattono dei vecchi marpioni della politica e hanno il coraggio di candidarsi e far pulizia? Anche l'ex sindaco Giuseppe Bucciarelli sarebbe un ottimo candidato, persona seria ed educata, ha sbagliato nella precedente amministrazione a farsi mettere i piedi in testa dai vecchi marpioni, comunque e da capire in quanto alla prima esperienza. Come vedi il primo è servito manca un buon secondo e i contorni (leggasi sopra).
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Iniziamo da te....
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Care amiche, cari amici,
con questa lettera desidero invitarvi a partecipare al seminario sulla costruzione del Partito democratico, che si terrà ad Orvieto il 6-7 ottobre prossimi. L'incontro è promosso da me quale presidente dell'Ulivo, di intesa con i massimi dirigenti di Ds e Margherita, i soggetti che, insieme, hanno presentato le liste unitarie per la camera dei deputati alle scorse elezioni politiche. Questa iniziativa nasce da una discussione approfondita e risponde ad una esigenza posta da milioni e milioni di cittadini che ci hanno sostenuto e che ci sostengono.
Con il seminario di Orvieto vogliamo realizzare un incontro fecondo e libero tra i rappresentanti di partiti, associazioni, movimenti e personalità interessati a trasformare l'Ulivo da alleanza elettorale a soggetto politico che unisca tutti i democratici. A questo seminario, daranno un contributo fondamentale i professori Pietro Scoppola, Roberto Gualtieri e Salvatore Vassallo, che ringrazio sin d'ora per essersi assunti l'incarico gravoso ma decisivo di introdurre i lavori con relazioni impegnative e basilari.
Da più di dieci anni, cioè da quando ho deciso di partecipare attivamente alla vita politica, l'Ulivo è il centro ed è l'orizzonte del mio impegno.
In questi lunghi anni ci sono stati successi e battute d'arresto. Nei momenti belli e in quelli meno belli ho cercato sempre di tenere ferma la rotta, convinto che il nostro paese avesse bisogno di una grande forza democratica e progressista e che questa forza dovesse nascere dall'incontro delle tradizioni riformiste che hanno accompagnato la crescita culturale, sociale e civile del nostro popolo e hanno sostenuto attivamente quel processo storico che ha condotto le masse degli umili e dei diseredati, uniti dall'impegno nel lavoro e dal desiderio di una vita migliore e di una società più giusta per sé e i propri figli, a diventare protagonisti della vita pubblica e, anche attraverso i partiti che hanno dato loro voce e rappresentanza, parte fondamentale e costitutiva della Repubblica e dello stato democratico.
Oggi più che mai mi sento di ripetere quello che tante volte ho detto negli anni passati: non ci sono più ragioni perché le tradizioni riformiste dei socialisti, dei popolari e dei cattolici-democratici, dei liberaldemocratici e dei laico-repubblicani, divise dalla storia e dai contrasti ideologici del '900, continuino ad essere divise anche in un secolo nuovo, cominciato con qualche anticipo con la caduta del muro di Berlino.
Le divisioni del passato non hanno dunque più ragione di esistere, ma è nel futuro che dobbiamo cercare le ragioni di una unità nuova e feconda.
Queste ragioni oggi sono forti ed hanno il loro fondamento nella domanda di cambiamento del paese che sale dalla nostra gente che si attende sia un orizzonte di crescita economica e sociale guidata da criteri di equità, di merito e di solidarietà che un quadro di stabilità di governo assicurato da un sistema politico bipolare trasparente e moderno.
Offrire una risposta a questa domande è ciò che ci ha guidato nella elaborazione del programma di governo e nella costruzione della coalizione di centrosinistra, l'Unione, che abbiamo candidato con successo a guidare il paese.
Le elezioni le abbiamo vinte. E certo oggi l'impegno nel governo è di importanza fondamentale perché la realizzazione del programma dell'Unione di cui l'Ulivo è tanta parte, a cui gli italiani hanno dato ducia è la condizione di successo di ogni ulteriore iniziativa politica.
Ora, mentre il paese è unito nell'assunzione di responsabilità internazionali per la pace e il governo è impegnato nella definizione di una legge finanziaria che rilanci crescita e sviluppo, potremmo essere portati a dimenticare quanto sia stata dura e difficile la battaglia contro la destra e a sottovalutare l'impegno necessario a consolidare la coesione della coalizione e a portare a compimento il progetto dell'Ulivo.
Non sono trascorsi ancora tre mesi dal referendum costituzionale che ha respinto la sciagurata riforma della Casa delle libertà, chiudendo una stagione politica lunga e densa di appuntamenti elettorali vinti dal centrosinistra. È ai successi della stagione appena conclusa che dobbiamo riallacciarci per dare sostanza e futuro al progetto del Partito democratico. Il risultato delle elezioni politiche del 9-10 aprile ha premiato la proposta dell'Ulivo, che, insieme agli altri partiti dell'Unione, ha offerto al paese un programma di governo affidabile, nel quale la maggioranza degli elettori ha riconosciuto le possibilità di rilancio dello sviluppo economico e sociale del paese in una cornice di giustizia ed equità per tutti i cittadini. Le successive elezioni amministrative hanno confermato la fiducia conquistata alle politiche, consolidando ed ampliando il radicamento dell'Ulivo e dei suoi rappresentanti nei comuni e nelle amministrazioni locali.
La destra è all'opposizione. L'Ulivo, unito da un comune programma agli altri partiti dell'Unione, è al governo. Dare al paese il governo di cui ha bisogno è prioritario ed è l'impegno che abbiamo assunto con tutti gli italiani.
Eppure la responsabilità che oggi avvertiamo non si esaurisce nell'esercizio del governo, ma si estende anche all'impegno a condurre in porto quel processo politico che, dopo anni di sforzi ed esperimenti, ha portato, anche attraverso le primarie del 16 ottobre 2005, alla decisione di proporre la lista unica dell'Ulivo alla camera dei deputati e, quindi, riconoscendo il successo di questa proposta e le speranze sottese in questo successo, alla costituzione dei gruppi parlamentari dell'Ulivo in entrambe le camere. Ho voluto brevemente ripercorrere le tappe del nostro cammino recente perché nulla di quanto abbiamo raggiunto era scontato, perché nulla di quanto abbiamo conseguito è assicurato per il futuro se non avremo la forza di proseguire sulla via delle riforme e dell'innovazione.
È giunto il momento di formulare proposte ed assumere impegni per costituire quel grande soggetto democratico di cui l'Italia ha bisogno per dare stabilità al governo e per consolidare, anche attraverso gli opportuni aggiustamenti istituzionali e la modifica della legge elettorale, l'impianto bipolare del nostro sistema politico. L'Italia ha bisogno di un grande partito moderno che unisca tutti i democratici e che costituisca il baricentro politico e programmatico del campo riformatore e progressista. Taluni, dinanzi alle difficoltà dell'impresa, avanzano dubbi, nutrono incertezze, temono la fretta e mettono in guardia dalla effettiva possibilità di una sintesi di tradizioni e valori distinti. Altri mettono in guardia dal rischio verticistico e burocratico, immaginando un partito che si costituisca per sommatoria di Democratici di sinistra e di Margherita, a cui pure viene riconosciuto da tutti, al di là delle critiche, un ruolo fondamentale nella promozione del nuovo partito. Altri ancora immaginano la nascita del nuovo partito come una palingenesi che dovrà azzerare le organizzazioni esistenti e sostituirle con un nuovo ordine che nasce da un nuovo inizio senza passato.
In tutte le obiezioni che vengono mosse al progetto di Partito democratico vi è qualcosa di vero.
Ma noi dobbiamo tenere conto di tutti i dubbi e di tutte le obiezioni e non farci bloccare da nessuna di esse. Dobbiamo avere pazienza, ma dobbiamo anche procedere spediti. È quello che stiamo facendo ' nell'Ulivo, nei gruppi parlamentari di camera e senato, nelle regioni e nei comuni, sforzandoci di immaginare la forma e il percorso da dare a un processo che trasformi l'alleanza elettorale dell'Ulivo in unità in un partito politico che sia nuovo e aperto. Sono persuaso che occorra innescare, e re-innescare, un processo che investa sul desiderio di discussione e sulla voglia di partecipazione della nostra gente, un processo che, per ampiezza e per profondità, si ispiri alla grande esperienza delle Primarie.
Senza entusiasmo e senza passione non costruiremo il partito nuovo di cui abbiamo bisogno. Ci vuole fiducia e ottimismo. Quando abbiamo deciso di svolgere le primarie, la decisione fu presa nel giugno del 2005, dopo passaggi e confronti anche aspri' chi credeva che più di 4 milioni di cittadini vi avrebbero preso parte? In quella esperienza noi abbiamo costruito un incontro virtuoso tra organizzazione dei partiti ed elettori, abbiamo abbattuto barriere e costruito ponti. Abbiamo evitato che dicotomie negative quali base/ vertice o partiti/società-civile costruissero finte polarità e finte alternative.
Il Partito democratico non potrà nascere che dall'incontro tra la responsabilità dei gruppi dirigenti (che sarà anche verifica degli stessi) e la voglia di partecipazione, di quello che, per semplicità, chiamo popolo delle primarie.
Dobbiamo immaginare un percorso in cui le scelte e le decisioni dei partiti (nei loro organi decisionali, fino ai congressi) si incontrino e convergano con una platea di soggetti più ampia e meno, o diversamente, strutturata.
Avendo presente tutto quanto detto, penso quindi che noi dobbiamo iniziare a definire il progetto del Partito democratico, ragionando su tre questioni: le ragioni storiche e politiche del nuovo partito; il suo profilo ideale e programmatico; la sua forma organizzativa e il processo costituente.
Sono proprio questi i temi centrali del seminario di Orvieto, che sarà una tappa fondamentale nella costruzione del Partito democratico se offrirà l'occasione non solo per interrogarsi ma anche per dare forma e prospettiva alla discussione sulla carta fondativa del nuovo partito e sulla partecipazione larga e strutturata dei nostri sostenitori al processo costituente che, fino da ora, può darsi l'obiettivo del battesimo politico alle prossime elezioni europee. La complessità e le difficoltà di questo processo non devono spaventarci.
Semmai devono spronarci. È in questo spirito che rinnovo l'invito a partecipare al nostro incontro di Orvieto, tappa di un viaggio lungo di cui ormai intravediamo il traguardo e che dobbiamo apprestarci a concludere.
Romano Prodi
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Cavolo...per leggere sta cosa mi dovrei prendere un giorno di ferie. Poi ad Orvieto ci andasse Prodi, io ci ho fatto un anno di militare e non ci tornerei se non di nuovo obbligato!!!Saluto
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Che dite, lo togliamo?
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni

E poi non avrei successo, non sono una persona che scende a compromessi, in particolar modo quando entrano in gioco i miei ideali.
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Sono proprio queste le cose che mi fanno arrabbiare!!!! La vita è fatta di compromessi, è ipocrita chi crede di seguire solo ed esclusivamente i propri ideali, anzi li segue meglio confrontandosi con altri e scendendo a compromessi per il raggiungimento del bene comune, a che serve arroccarsi rimanendo fermi sulle proprie posizioni?? questo atteggiamento mi fà pensare a chi in camera ha un poster di un idolo e segue una condotta tutta sua, poi esce di casa e prende calci nel sedere anche se non fisicamente!!!
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Daltronde nelle associazioni di cui ho fatto parte c'erano persone di diverso pensiero politico e abbiamo sempre lavorato bene.
Re... Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Ok Gianlù adesso va meglio.
Faccio una proposta, formiamo una specie di gruppo qui sul sito, potrebbe risultare utile per esprimere idee e confrontarci, questo metodo eliminerebbe le barriere fisiche esistenti tra le varie realtà (Isola e frazioni), e non si sà mai, se la pensiamo allo stesso modo, potremmo pure avere un esponente che ci rappresenti.
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Re: Re: Re... Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Sei vuoi fare il pirata fai pure, ti puoi mettere anche la benda ad un occhio, ma già che dici....."facciamo quello dei gufetti" già mi sembra una cosa per isolani, capisco che si scherza ma già dall'ironia si estrapolano sensazioni...qui tocca coinvolgere tutti, frazioni comprese!!!!
Re: Re: Re: Re... Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Perchè, i gufetti sono solo gli Isolani? Io sapevo che il soprannome "gufi" era riferito a tutti gli abitanti della Valle Siciliana.
Re: Re: Re: Re: Re... Ricorso al tar della lista esclusa dalle elezioni
Bhè io sapevo che solo gli isolani venissero soprannominati gufetti o gufi, anche perche già a Tossicia, anch'essa appartenente alla valle siciliana, ci sono i "Scerpari".
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Iniziamo questa discussione per prepararci al possibile terremoto politico che ne deriverà in caso il ricorso sarà accolto e di conseguenza con le nuove elezioni.
Da voci incontrollate, come qualcuno ha anche scritto nel forum, sembra che ci siano fondate possibilità che il ricorso sia vinto.
Ci prepariamo a nuove elezioni?

