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A MORTE I COMUNI MONTANI

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A MORTE I COMUNI MONTANI

lasciato da Stefano [n.a.] il 10 dicembre 2009 alle 16:44

Vittime di terremoti, flagellati dal freddo, privati -sempre più- di servizi e penalizzati da trasporti pubblici diradati e strade semi-abbandonate. Non ultimo: violentati dai rifiuti e dall’inquinamento.
Signori e signore ecco a voi: i comuni montani appenninici.

Vivere su un paese montano è più scomodo, costa di più. Si spende più per il riscaldamento, per il carburante per raggiungere centri più forniti di merci e servizi, si spende di più nella vita comune perché la scarsa concorrenza crea delle sacche con piccoli monopoli.
Diventa difficile spedire una raccomandata, perché tutti gli uffici postali nel raggio di decine di chilometri sono chiusi o aperti col contagocce. Si è costretti a mandare i figli in scuole con delle pluriclasse (dove condividono gli stessi banchi gli alunni dalla prima alla quinta), sempre se la scuola non verrà chiusa dalle varie riforme scolastiche che si susseguono come delle orde barbariche ad impoverire il territorio montano. Perché se la scuola chiude i bimbi dovranno abituarsi a percorrere (con strade innevate o ghiacciate) decine di chilometri, spendendo una significativa fetta di tempo rubato al gioco, allo studio, alla vita sociale.

I paesi montani sono una sorta di formidabile macchina del tempo: per muoverti esclusivamente con mezzi pubblici e percorrere un paio di centinaia di chilometri, c’è il rischio di impiegare tutta una giornata e spendere decine di euro. Quando chi vive sulla costa, con Ryanair, può andare in giro per l’Europa con gli stessi costi, ma con tempi di molto inferiori.

I comuni montani sono poveri. Finita -di fatto- l’elargizione (solidale e democratica) dallo stato centrale, c’è poco per tirare avanti la baracca. Comuni con centinaia di chilometri di strade (comunali) sgretolate dal gelo che urlano manutenzione, ma senza soldi per andare oltre l’effimera “pezza”. Comuni dimenticati dal progresso: senza internet, con scuole cadenti (se non chiuse), con polverose biblioteche abbandonate.

Comuni in cui scarseggia il lavoro, dove sei costretto a percorrere chilometri e chilometri per raggiungerlo. E quando la sera torni a casa, percorrendo la strada ghiacciata che è rimasta senza strisce e senza catarifrangenti, ma piena di buche e rughe, ti chiedi per quale motivo continui -ostinatamente- a vivere fuori dal mondo.

La sciagura avanza, cresce. Mancano i risvolti più cinici. Alla povertà dei comuni montani si contrappone la ricchezza di quelli costieri. Opulenti perché hanno gli introiti delle attività commerciali, dell’ICI delle seconde case, delle centinaia di multe elevate, dei parcheggi a pagamento. Comuni ancor più ricchi in termini di elettori.
Che c’entrano gli elettori? C’entrano eccome, sono alla base di tutto.

Chi ha il coraggio di andare ai cittadini del comune costiero e dir loro: “visto che siete i principali produttori di monnezza della provincia, vi spetta una discarica”? Nessuno, perché i tantimila elettori si vendicherebbero. Mentre il paesino con quei qualchecento abitanti non ha la voce grossa per opporsi. Quando poi, insieme alla discarica, ti promettono qualche posto di lavoro e qualche introito, il matrimonio è combinato.

Chissenefrega se i rifiuti inquineranno doppiamente: intrinsecamente e a causa dei gas inquinanti emessi per trasportarli a 70/80 km dai luoghi di raccolta. Chissenefrega se andiamo a privare questi comuni montani dell’estrema risorsa che resta loro: l’ambiente integro.

Uccidiamoli. Meglio un eutanasia che una lenta morte. Una morte procrastinata da quegli sciocchi e temerari illusi che si ostinano a vivere su per i monti.
Deportiamoli coattivamente sulla costa, cosi potremmo disporre delle montagne per farne quello che vogliamo.
C’è spazio per le discariche, per i termovalorizzatori, per le centrali elettriche, per bacini idrici, per tutto. Portiamo la puzza lontano dalla gente che conta. Ovvero la gente che vive sulla costa.

Fonte Internet

Re: A MORTE I COMUNI MONTANI

lasciato da Lorenzo [n.a.] il 01 maggio 2011 alle 11:49
E' stato presentato(per ora solo un progetto) per un Comune dentro l'Ente Parco Nazionale, l'inserimento in via sperimentale del Reddito Minimo di Cittadinanza, intanto potreste come cittadini che anno la residenza dentro l'ente parco chiederne l'attuazione nel vostro Comune in via sperimentale, per maggiori informazioni sul progetto presentato chiedere a Tommaso Di Febo Coordinatore di Sinistra Ecologia e Libertà Provincia di Teramo

Re: A MORTE I COMUNI MONTANI

lasciato da stefano [n.a.] il 03 marzo 2012 alle 09:27

Ma dove vogliamo andare .....sto in Svizzera da 1 mese .....4 funivie in 5 km turisti tutti i giorni e in ogni casa c'è un'attività....da noi si parla da 30 anni di sviluppo montano e alla fine solo chiacchiere quando invece avremmmo potuto avere tutto visto che abbiamo vicino anche il mare....il Parco in 20 cosa ha prodotto ? niente di niente .....facciamo schifo w la mafia w la corruzione, andiamo avanti cosi`.....

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