Centrale nucleare tra Marche e Abruzzo?
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Avrebbe dovuto restare il regno degli aironi mentre dalla zona Sentina
c’è il rischio di veder svettare una centrale nucleare. A lanciare
l’allarme è l’onorevole ascolano Amedeo Ciccanti dell’Udc. «Da
informazioni ufficiose», scrive al ministro dell’Economia, «sono venuto
a conoscenza che codesto ministero, tra le aree compatibili
all’insediamento di centrali nucleari, ha individuato anche la zona
Sentina di San Benedetto». «Rispetto ai 12 siti individuati per le
centrali maggiori, quello della Sentina rientrerebbe tra i 15 siti per
le centrali minori», continua l’onorevole, «la compatibilità di tale
sito sembra sia stata definita in rapporto al rischio sismico,
alluvionale e franoso, che hanno dato esito positivo; anche la
compatibilità con la densità di popolazione sembra sia risultata
positiva». Ciccanti chiede «se risulta fondata una tale evenienza e se
gli studi di compatibilità in atto hanno riscontrato esito positivo per
l’eventuale insediamento di una centrale nucleare nella zona Sentina di
Porto d’Ascoli nel Comune di San Benedetto del Tronto» e «quale
procedura eventualmente si prevede di mettere in atto riguardo al
coinvolgimento nella decisione degli enti locali interessati e della
Regione Marche».
L’interrogazione a risposta scritta apre uno squarcio inquietante su un territorio cerniera tra Marche e Abruzzo, tra San Benedetto e Martinsicuro. Non si è fatta attendere la levata di scudi della Riserva naturale regionale Sentina, per voce di Giuseppe Marcucci . «Dando per scontata la nettissima opposizione dell’organismo di gestione della Riserva nei confronti dell’assurda costruzione di una centrale nucleare, è nostro dovere sottolineare come il territorio della Sentina è stato, per legge, destinato ad altri scopi assolutamente incompatibili con le indiscrezioni degli ultimi giorni.Gli effetti di un intervento del genere rappresenterebbero il colpo di grazia a un territorio, quello piceno e sanbenedettese, già fortemente provati dalla crisi industriale. Ci riferiamo agli effetti catastrofici che la costruzione della centrale avranno sul turismo della Riviera delle Palme, senza parlare poi della totale compromissione di uno degli ultimi lembi di litorale adriatico non antropizzato. Il comitato di indirizzo della Riserva vigila attentamente e nel caso in cui le indiscrezioni si dovessero trasformare in documenti ufficiali, sarà capofila nel contrasto a tali interventi scellerati».
San Benedetto è pronta a dichiararsi comune
denuclearizzato e ad alzare le barricate. E sulla vicina costa
abruzzese i sindaci sono in allarme, anch’essi pronti a scendere in
campo contro il progetto. «Nello studio del Cnr», riferisce Paolo
Canducci , assessore alle politiche ambientali di San Benedetto, «c’è
in effetti il nome della nostra città. Naturalmente, l’unico posto
possibile per la costruzione di una centrale è la Sentina». Che, per
inciso, è un’area protetta da vincoli ambientali. «Ma il problema
nucleare», continua il politico, «non esiste, perché se per la
costruzione di siti occorrerà coinvolgere gli enti locali questi
diranno no. Nel piano energetico ambientale regionale delle Marche non
si prevede l’utilizzo di questo tipo di energia e sono contrari anche
l’ente Provincia e il Comune che rappresento. Se invece si userà la
forza, ad azioni antidemocratiche seguiranno reazioni
antidemocratiche».
Intanto il gruppo consiliare dei Verdi, di cui
Canducci fa parte, presenterà una mozione per far diventare San
Benedetto comune denuclearizzato, cioè un comune dove non si potrà
costruire centrali, realizzare depositi di scorie e far transitare
carichi di scorie. Il piano svelato dal senatore Ciccanti, che ha
chiesto chiarimenti al governo sulla collocazione dell’impianto al
confine tra Marche e Abruzzo, scrivendo al ministro Giulio Tremonti ,
mette in fibrillazione i comuni costieri teramani.
Da Martinsicuro e
Alba Adriatica arrivano ferme prese di posizione contro la centrale
nucleare sulla spiaggia. «Per il turismo sarebbe una mazzata letale»,
dicono i sindaci dei due paesi, «è un’ipotesi da non tenere per nulla
in considerazione». Franchino Giovannelli , primo cittadino di Alba,
non crede neppure che si tratti di una possibilità reale. «La scelta di
un’area vicino al mare sembra il frutto della fantasia sfrenata di
qualche dirigente ministeriale», sottolinea, «ma l’allarme lanciato da
un senatore non può comunque essere sottovalutato». L’amministrazione
albense si muoverà per chiedere spiegazioni al governo
sull’attendibilità dell’indiscrezione fatta filtrare da Ciccanti. «Se
questa indicazione sarà confermata», spiega Giovannelli, «non esiteremo
a promuovere la mobilitazione generale». Gli effetti sull’economia
turistica della costa a cavallo tra Marche e Abruzzo sarebbero
devastanti. «Basta un trattore sulla spiaggia per allarmare i turisti,
figuriamoci una centrale nucleare», insiste il sindaco di Alba,
«sarebbe un colpo mortale». La costruzione dell’impianto
vanificherebbe anche gli sforzi fatti da tutti i comuni costieri per
migliorare la qualità dell’offerta ambientale ai visitatori. «Abbiamo
ottenuto nuove certificazioni», sottolinea il primo cittadino di Alba,
«e stiamo lavorando alla creazione del parco marino proprio tra Marche
e Abruzzo, non possiamo ritrovarci una struttura del genere al centro
del territorio».
Abramo Di Salvatore , sindado di Martinsicuro, la pensa allo stesso modo. «Non sono contrario alla realizzazione di centrali nucleari», spiega, «ma vanno collocate in zone poco antropizzate e dove i rischi sono limitati». Anche il primo cittadino martinsicurese sottolinea i danni che un impianto di quel tipo creerebbe al turismo locale. «Tutti i comuni hanno ottenuto la bandiera blu», fa notare, «la presenza di una centrale a poche centinaia di metri sarebbe una batosta». Secondo Di Salvatore andrebbe scelta un’area diversa, magari nell’entroterra, dove i disagi sarebbero più limitati. «Non conosco le motivazoni tecniche per le quali è stata individuata l’area della Sentina», conclude il sindaco di Martinsicuro, «ma per i comuni della costa che vivono di turismo, pesca e attività legate al mare, sarebbe una catastrofe».
Fonte: Il Centro
nucleare
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Con la "piccola" differenza, che le scorie rimangono
radioattive per mill'enni e sono molto più micidiali
delle antenne
Buona giornata.



















nucleare
Io penso però, che il problema non è, dove costruire centrali nucleari, ma perchè costruirle.
Oggi esistono tanti altri modi per produrre energia, come altri stati ci insegna, tutti cercano
di uscire dall'atomica ma l'Italia, sia da destra che sinistra si riavvitano al nucleare.
Stanno dimendicando che la terra non appartiene a noi, ,ma l'abbiamo in prestito dai nostri
figli, nipoti etc...... Vogliamo davvero lasciare loro in eredità tutte le scorie radioattive
che produrremo ????
Io non me la sento!!!
saluti.