"Guard-rail fatti male. Autostrada a rischio"
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Sottolineate "gravi non conformità di esecuzione rispetto a quanto previsto dal progetto esecutivo". A/24, manager volò dal viadotto. Il perito rimette al Gip le conclusioni dei rilievi sulla sicurezza.
Ci sono state "gravi non conformità di esecuzione" rispetto al progetto esecutivo, nella realizzazione del tratto autostradale A24, dove il 12 aprile 2004, in località Isola di Gran Sasso perse la vita il manager anconetano Claudio Brugiapaglia, 35 anni, precipitato dal viadotto Biselli, dopo aver sfondato il guardrail alla guida della sua Bmw, sulla carreggiata nord. Sono le conclusioni del perito Berardo Naticchia (docente di produzione edilizia all'Università Politecnica delle Marche), incaricato dal gip di Teramo Luigi Cirillo di redigere una consulenza tecnica nel procedimentopenale che vede sette persone indagate per omicidio colposo. La perizia verrà discussa nell'udienza del 19 ottobre.
Nell'inchiesta, avviata dopo la denuncia presentata dall'avv. Riccardo Leonadi per la sorella della vittima, Laura, il pm David Mancini ha indagato Carlo Toto (presidente e rappresentante legale della società 'Autostrada dei Parchi spà che gestisce il tratto autostradale), l'ad Mariano Maccarelli, il direttore dei lavori Francesco Mongiardini e altri quattro dirigenti (Giorgio Serra, Claudio Nugnes, Giuseppe Savini e Roberto Salza). Le non conformità rispetto al progetto - ritenuto "sostanzialmente adeguato" e in linea con le norme in vigore nel 1984, epoca di costruzione della strada -, l'esperto le ha rilevate nelle barriere protettive e nel loro ancoraggio al calcestruzzo (minore profondità di immersione dei paletti e dell'armatura di ancoraggio che mancherebbe anche di parti essenziali).
Elementi che, secondo il perito, insieme alla facilità di sfilamento riscontrata sui bulloni dei distanziatori e alla distanza dei montanti, hanno determinato un "comportamento significativamente più fragile" della struttura. "Importante indicazione tecnica di pericolosità della strada" - ha sottolineato il perito - viene dal raffronto tra la normativa del 2001 (non vincolante per le strade esistenti ma riferimento tecnico per il loro adeguamento) e la scarsa pendenza trasversale della strada che comporta un coefficiente di sicurezza del 24% minore rispetto ad una strada nuova. La Bmw di Brugiapaglia sfondò il guardrail, ha rilevato il perito, nonostante non superasse i limiti di velocità consentiti, al momento dell'impatto. "Non è possibile - ha scritto Naticchia, in assenza di sperimentazioni di tipo energetico - affermare se la barriera realizzata correttamente sarebbe stata in grado di evitare la caduta del veicolo dal viadotto". "È invece ragionevolmente certo" - ha però concluso il perito - che rispetto alle barriere installate in autostrade di nuova costruzione, "... lo scavalcamento della barriera avrebbe costituito nelle condizioni ipotizzate di evoluzione dell'incidente, una possibilità remota"- in grado di evitare la caduta del veicolo dal viadotto".
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